sabato 26 gennaio 2008

San Valentino a Venezia

...vista l'occasione, perchè non concedersi un piccolo soggiorno anche a Venezia?
Visitate il sito http://www.best-bookings.com/, inserite negli appositi spazi il luogo di destinazione, e le date della vostra vacanza...vi apparirà un lungo elenco di alloggi situati in quella che è, per antonomasia, la "città degli innamorati"!!


venerdì 25 gennaio 2008

Venezia, il Carnevale è “Sensation” - Tratto da Tgcom

Gli ingredienti tradizionali ci sono tutti: il “Volo dell'Angelo” anche se in chiave rivisitata, il Corteo e la Festa delle Marie, con in primo piano dodici splendide ragazze in costume, e poi trasformismo, musica e anche un pizzico di provocazione, come si conviene a un vero Carnevale. E’ “Sensation 2008”, che anima strade e piazze di Venezia dal 25 gennaio al 5 febbraio. A disposizione di tutti, feste, maschere e un ricco programma di eventi negli angoli più suggestivi della laguna. L’inaugurazione ufficiale è in calendario per sabato 26 con il Corteo delle Marie. “Sensation 2008” guarda soprattutto ai giovani: non a caso l'opening party di sabato 26 gennaio, al Padiglione Italia dei Giardini della Biennale, è una dance night con sei piste da ballo e venti deejay provenienti da tutto il mondo; si comincia alle 24 e si continua fino all'alba, con una deroga ottenuta dal Comune per l'extra-orario. Ed è il rapper Coolio l'angelo che domenica 27 gennaio a spiccare il volo dal campanile di San Marco per dare il via ufficiale al Carnevale, così come a chiudere i festeggiamenti la sera del 5 febbraio in Piazza San Marco sarà il complesso veneziano dei “Pitura Freska” che dedicherà il “Sensational Concert” di chiusura a “Ciuke”, il bassista scomparso proprio nei giorni scorsi. Oltre che nei sei sestieri del centro storico, abbinati a ciascuno dei nostri cinque sensi (la vista per San Polo, il gusto per Cannaregio, l'olfatto per Santa Croce, il tatto per Dorsoduro, l'udito per Castello e infine il “sesto senso” - mente e anima - per San Marco), il programma prevede iniziative su tutto il territorio comunale e della provincia. Tra le novità di quest'anno il "Carnevale al buio", un percorso tattile guidato da non-vedenti alla cui associazione verranno donati i 5 euro del biglietto d'ingresso. Tra i vari appuntamenti, la premiazione di domenica 3 febbraio in Piazza San Marco della maschera più bella, che vincerà una crociera di otto giorni. Il programma ufficiale di "Sensation 2008" è on-line sul sito www.veneziasensation.it.

Se hai bisogno di prenotare il tuo hotel a Venezia, visita il sito www.best-bookings.com e ricorda che da oggi puoi prenotare anche il tuo volo low cost!!!!

giovedì 24 gennaio 2008

VENEZIA: L’ULTIMO ATTO DI TIZIANO

Dal 26/01/2008 al 20/04/2008 Venezia presenta "l'ultimo Tiziano".

Una mostra di capolavori (assicurati per un valore che sfiora il miliardo di euro) quella dedicata alla produzione tarda di Tiziano, che si svolgerà a Venezia, alle Gallerie dell’Accademia dal 26 gennaio al 20 aprile. Tra le più attese dell’anno, la grande esposizione si intitolerà “L’ultimo Tiziano e la sensualità della pittura” e presenterà 28 straordinari dipinti realizzati dall’artista di Pieve di Cadore dal 1550 sino alla morte, avvenuta nel 1576. La rassegna espone 28 capolavori dipinti a partire dal 1550, quando l’artista sessantenne si lasciò andare ad un nuovo modo di dipingere, unendo tra loro grande sensualità e profonda spiritualità. Le gallerie dell’Accademia posseggono l’ultima opera di Tiziano, “La Pietà”, che rappresenta forse il momento più alto di quella stagione artistica. L’importante mostra è un’iniziativa congiunta tra la Soprintendenza speciale del Polo museale veneziano e il Kunsthistorisches Museum di Vienna, dove, con un grandissimo successo di pubblico, si sta concludendo la prima edizione. Il progetto espositivo ha origini lontane, dalla monografica del 1990 ideata dalla Soprintendenza di Venezia dopo i restauri condotti sulle opere di Vecellio presenti sul territorio lagunare. L’uso di avanzati sistemi di diagnostica digitale aveva aperto nuovi campi di indagine, approfonditi dal museo viennese a partire dal 2001, con una ricerca a livello europeo sulle tecniche e le modalità della tarda attività di Tiziano, caratterizzata dall’invenzione e dallo sviluppo della pittura a macchia, come la definì il Vasari. I risultati dell’indagine, cui ha partecipato anche il Polo museale di Venezia, sono dunque illustrati nella mostra curata da Silvia Ferino Pagden e Giovanna Sciré Nepi, che rende così omaggio all’inesauribile spirito di ricerca del pittore cadorino. Capace di riscoprire, già quasi sessantenne (siamo alla metà del ’500), un nuovo modo di dipingere: il colore è steso veloce e libero sulla tela, persino con le mani, le forme si scompongono, la sensualità si accende e al tempo stesso anche la spiritualità si fa più profonda. Nasce una pittura teatrale, densa di drammaticità, straordinariamente anticipatrice nella tecnica, che sembra rimandare all’opera del Tasso e agli scritti dell’Ariosto, pubblicati proprio a Venezia una ventina di anni prima. Il percorso espositivo sarà articolato in tre sezioni, dedicate ai ritratti, ai temi profani e alla pittura sacra, in cui si susseguiranno i magnifici dipinti, prestiti eccezionali dei maggiori museo del mondo.


Costo del biglietto: 10,00 Euro
Prenotazione: Facoltativa
Città: Venezia
Luogo: Gallerie dell’Accademia
Indirizzo: Campo della Carità Dorsoduro n.1050
Provincia: Venezia
Regione: Veneto
Orario: Martedì - domenica 8.15 – 19.15
Lunedì 8.15-14.00
Telefono: 041.5200345
Sito Web: www.gallerieaccademia.org

Per prenotare il tuo volo e/o alloggio a Venezia visita il sito: www.best-bookings.com

domenica 20 gennaio 2008

La Bauta

La bauta era utilizzata sia da uomini che da donne: era d'obbligo alle donne che si recavano a teatro mentre era proibita alle fanciulle in attesa del matrimonio. Non era usata solo nei giorni di carnevale, ma per i Veneziani era un travestimento che utilizzavano in svariate occasioni. La bauta è formata da: - un velo nero o tabarro - un tricorno nero - una maschera bianca La maschera quindi era composta da un ampio mantello a ruota nero che, partendo dal capo, scendeva lungo le spalle fino a coprire metà della persona. Sul capo veniva posto il tipico cappello nero a tre punte (tricorno) e sul volto veniva indossata una maschera bianca dal labbro superiore allargato e sporgente sotto un naso minuto che faceva cambiare il timbro della voce, rendendo quindi irriconoscibile chi la indossava. Il tabarro aiutava a nascondere le trasgressioni alla legge, che venivano compiute nel periodo del carnevale. Era composto da una mantellina che raddoppiava sopra le spalle, poteva essere di panno o di seta secondo le stagioni, bianco o turchino, scarlatto per un'occasione di gala, a volte decorato con fronzoli, frange e fiocco "alla militare". Era molto usato anche dalle donne, scuro d'inverno e bianco d'estate. I Veneziani usavano moltissimo questa maschera e per queste erano disposti a spendere moltissimo pur di avere i merletti più pregiati ed i tessuti più raffinati. A questa forma di spreco, nel 1742 il Magistrato alle Pompe tentò con diversi decreti di arginare questa forma di follia: i Veneziani aggirarono questo decreto utilizzando il tabarro, che era molto apprezzato sia da uomini che da donne perchè permetteva di nascondere vestiti sontuosi e gioielli preziosi. Durante il Carnevale i Veneziani si concedevano qualsiasi trasgressione e la bauta era utilizzata per tenere l'anonimato e quindi consentire qualsiasi svago, sia da parte di uomini che da parte di donne. Si narra che anche i preti e le monache utilizzassero la bauta per coprire qualche loro fuga amorosa.

venerdì 18 gennaio 2008

Carnevale a Venezia

A Carnevale si può eccedere, camuffandosi e uscendo dai ruoli “indossati” tutto l’anno.
Sono i giorni licenziosi e sfrenati che precedono la morigerata Quaresima; ovunque vengono organizzate feste e sfilate di carri allegorici, tra lanci di coriandoli e stelle filanti. I bambini lo aspettano con impazienza, per mascherarsi e indossare i costumi preferiti, spesso ispirati ai personaggi dei cartoon e a quelli tradizionali delle fiabe. Pure gli adulti si divertono, soprattutto se si tartta del carnevale di Venezia: in piazza San Marco, infatti, sfilano spesso costumi così fastosi da essere vere creazioni artistiche. Ognuno di noi può riscoprirsi artigiano del proprio divertimento, realizzando in casa in maniera fantasiosa e originale costumi, maschere, coriandoli, addobbi; magari cimentandosi anche tra forno e fornelli per preparare qualche dolce tipico del Carnevale: chiacchiere, zeppole, castagnole, struffoli e cicerchiata.

IL CARNEVALE E' VENEZIA...
Sarà come un’enorme carrozza trainata da mille cavalli che accompagnerà ospiti e veneziani per le strade di Carlo Goldoni. Sarà un viaggio alla scoperta di un mondo fantastico, fatto di musica, teatro, giochi e magia.Sarà un vorticoso universo dove genti di paesi lontani potranno unirsi tra scherzi, maschere e trucco. Sarà il Carnevale di Venezia, dal 25 gennaio al 5 febbraio 2008. Migliaia di turisti approdano a Venezia e si innamorano ogni anno della magia del Carnevale. Tutti alla ricerca della maschera veneziana per eccellenza: la bauta; costituita da una mantellina nera abbinata a un cappello a tricorno nero e a una larva, e da una maschera bianca che celava il viso, la bauta garantiva il totale anonimato. È la maschera dell’uguaglianza, indossata sia da uomini che da donne. In passato veniva usata non solo durante il Carnevale ma anche nelle feste, nei teatri, negli incontri amorosi e ogni volta che l’incognito facilitava le avventure. Il Carnevale si articola su più fronti: festa di piazza, festa privata e spettacoli teatrali. Quel che unisce il tutto è il colore e l’allegria. Venezia si riempie di persone in maschera che invadono le strade. Può capitare di veder sfilare di tutto, dalle statiche e fredde dame del Settecento corteggiate da algidi cicisbei, ai più ingegnosi e personalizzati costumi moderni, frutto di inventiva e creatività. Nella pubblica piazza si assiste alle feste ufficiali, soprattutto a quelle del Giovedì Grasso come le Forze d’Ercole e il Volo del Turco, fatto da un acrobata che scende su una fune dal campanile di San Marco. E ancora fuochi d’artificio, spettacoli improvvisati di saltimbanchi, funamboli, burattinai e artisti da strada. Accanto a queste feste pubbliche si svolgono anche molte feste private nelle case e nei palazzi con sfarzosi balli e tanto divertimento per festeggiare il Carnevale a regola d’arte. Quest'anno, oltre agli appuntamenti della tradizione, il direttore artistico Marco Balich ha pensato ad alcune novità che rientrano nella tematica "Sensation". L'idea è quella di definire alcuni sentieri per la città seguendo i cinque sensi e terminare a San Marco col sesto senso. Vedere per sentire!

Per prenotare il tuo alloggio a Venezia, in occasione del Carnevale clicca su www.best-bookings.com ... ma affrettati!!!

mercoledì 16 gennaio 2008

Il Museo Correr di Venezia presenta Lawrence Carroll

Dal 15 Febbraio 2008, al Museo Correr di Venezia: Lawrence Carroll
Un progetto coraggioso, una mostra come opera d’arte totale, in nove sale e quaranta opere al secondo piano del Museo Correr. Dei venticinque anni di carriera di Lawrence Carroll, artista americano di origine australiana da tempo attivo anche a Venezia, non si propone un’impaginazione critica, né una sequenza cronologica, ma un lavoro creativo nel quale l’artista si esprime liberamente negli spazi espositivi attraverso installazioni site specific, adatte alle diverse dimensioni degli ambienti. Ogni installazione si lega con un sottile filo di riferimenti interni alle sale contigue, in un continuo variare di percezioni visive e spaziali, di materiali e di temi, di tipologie di opere: a parete, di spigolo, a pavimento, di grandi e di piccole dimensioni, con inserti ed oggetti o più rigorosamente astratte, in un percorso altamente poetico. In un’epoca dominata dalla tecnologia, l’arte di Carroll nasce direttamente dalla sua sensibilità, dal suo sguardo e dalle sue mani, come necessità primaria di conferire umanità all’oggetto della comunicazione visiva. Maestri dichiarati sono Marc Rothko e Robert Rauschenberg per l’uso del colore e il recupero della memoria, i minimalisti per la semplicità delle forme e il rapporto con lo spazio, ma soprattutto Giorgio Morandi, con cui sente affinità sostanziali nella ricerca della complessità presente sotto l’apparente semplicità di umili oggetti quotidiani, sempre riproposti in un costante lavoro di approfondimento. Costruendo da sé i telai, come Morandi, Carroll sperimenta le diverse possibilità di porsi nello spazio della tela dipinta, con elementi di dimensioni molto diverse, spesso assemblati tra loro, sporgenti dal muro, con una profondità accentuata che rivela nuovi modi creativi ed equilibri sottili di pieni e di vuoti, di chiari e di scuri, di opacità e trasparenze. I telai in legno diventano volumi concavi o convessi, che interagiscono con l’ambiente. Contengono a loro volta oggetti - fiori, lampadine, scarpe, tele dipinte e ripiegate su se stesse - che si rivelano come frammenti poetici. I materiali non fingono mai nulla di illusorio, ma si pongono per quello che sono, superando ogni possibile dicotomia fra realtà e rappresentazione, fra astrazione e figurazione. Il legno è legno, il colore è pittura ad olio, la tela è greve e fissata con graffe di metallo, i fiori in seta sono stati intinti nel barattolo del bianco, le scarpe sono quelle usate tutti i giorni per lavorare.Il lavoro di Carroll non è assemblaggio né installazione nel modo abituale alla produzione artistica contemporanea: legno, tela, colore ad olio e cera servono oggi come nei secoli passati ad esprimere fisicamente con la complessità delle forme e dei colori un’umanità profonda e non aggressiva. La tonalità dei quadri è apparentemente uniforme, quasi monotona e monocorde come giorni che si susseguono tutti uguali. Il colore è, per scelta, quasi un non-colore, ottenuto con strati successivi fino a lasciar trasparire solo in parte il fondo, spesso costituito da tessuti rigati. La riflessione di Carroll assume come punto di partenza la drammaticità dell’esistenza umana colta nelle periferie urbane. Raccoglie materiali abbandonati lungo le strade, per poi assemblarli in modo approssimativo, ricoprendoli in seguito con tele dipinte da colori smunti,pallidi, giallastri. L’atto poetico della creazione artistica, li fa rinascere: ciò che appare inutile, tragicamente votato alla decomposizione, un rifiuto, uno scarto, può essere trasformato, riportato a nuova vita, acquisire nuova dignità. Un oggetto, sottratto al proprio mondo e re-intepretato dall’artista, si fa simbolo, in qualche modo, dell’attesa di riscatto di tutti coloro che attendono una rinascita concreta, reale, in questo mondo.

Museo Correr
San Marco 52,
30124 Venezia
call centerr 041 5209070

info:
mkt.musei@comune.venezia.it

Devi prenotare il tuo hotel a Venezia? www.best-bookings.com

venerdì 21 dicembre 2007

Venezia: i ritratti della belle epoque di Chahine

Ca' Pesaro sceglie, cosi come precedentemente fatto da Ca' Rezzonico, di riscoprire e riproporre a scadenza periodica i tesori dei fondi preziosi e vastissimi dei Musei Civici Veneziani; sono, infatti, in mostra trentaquattro opere di Edgar Chahine, incentrate prevalentemente su soggetti parigini. Denominatore comune è l'occhio dell'artista, in cui qualunque scena può convergere, esser trattata ed empaticamente restituita, attraverso quel suo segno duttile, che si adatta all'espressione e domina tutte le tecniche dell'incisione, alternate o insieme, per ottenere neri vellutati o tratteggi sottili, gamme dei grigi o contrasti di chiaroscuro.
Alle grafiche di Chahine sono accostate in mostra, per assonanza di temi e soggetti, due coeve sculture rispettivamente del russo Paul Troubetzkoy e dell'inglese George James Frampton.

La mostra è visibile presso:
GALLERIA INTERNAZIONALE D'ARTE MODERNA DI CA' PESARO
Santa Croce, 2076
30135 Venezia
Tel. Biglietteria +39 041 5209070

Per prenotare il tuo alloggio visita il sito: www.best-bookings.com